Conferenza: Anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano
La conferenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), organizzata dalla Svizzera a Ginevra, si è focalizzata sul modo in cui i progressi scientifici e tecnologici trasformano la sicurezza e la cooperazione in Europa. Fu esaminato in particolare come anticipare le tecnologie emergenti e il loro potenziale nel garantire un futuro sicuro e umano. L’evento, che ha riunito gli Stati partecipanti dell’OCSE e partner dell’Organizzazione, si prefigge di rafforzare la sicurezza e la cooperazione.

Il progresso tecnologico sta ridefinendo le basi della nostra sicurezza a un ritmo senza precedenti. Dall’intelligenza artificiale alle tecnologie quantistiche, le nuove capacità consentono di rafforzare la resilienza e la prosperità, ma possono anche amplificare i rischi, accentuare le divisioni e alterare gli equilibri di potere. In un periodo di crescenti tensioni geopolitiche, fare in modo che il cambiamento tecnologico aumenti la stabilità, e non l’insicurezza, è una responsabilità condivisa.
La Svizzera sostiene da tempo un approccio che coniuga anticipazione e azione. Sotto la sua guida, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha riconosciuto per la prima volta il legame tra sviluppi scientifici, da un lato, e pace e sicurezza internazionali, dall’altro. Anticipare le tecnologie rimane una priorità della presidenza svizzera dell’OSCE, nella consapevolezza che la fiducia e la trasparenza in questo settore sono essenziali per la sicurezza cooperativa.
La conferenza «Anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano» ha portato questo impegno a Ginevra, centro mondiale in cui convergono scienza, diplomazia e cooperazione multilaterale, oltre che sede di iniziative come il Geneva Science and Diplomacy Anticipator (GESDA), che dimostrano il valore della diplomazia scientifica anticipatrice. La conferenza ha offerto agli Stati partecipanti e ai partner per la cooperazione una piattaforma per valutare insieme in che modo le tecnologie emergenti influenzino la sicurezza in tutta l’area dell’OSCE – dalla prevenzione dei rischi e dal rafforzamento della fiducia alla protezione di società aperte e resilienti – e come l’anticipazione possa aiutare a trovare risposte lungimiranti.
In un panorama tecnologico in rapida evoluzione, potenziare il dialogo, ridurre le incomprensioni e costruire approcci comuni è indispensabile per instaurare la fiducia e gettare le basi per la sicurezza – all’insegna del dialogo e della fiducia – salvaguardando così la pace e la cooperazione.
Le innovazioni scientifiche e tecnologiche stanno ridefinendo il nostro modo di vivere, lavorare e collaborare a un ritmo senza precedenti. I progressi nell’informatica quantistica, nell’intelligenza artificiale e nelle neurotecnologie aprono nuovi orizzonti e creano nuove opportunità, ma anche sfide, per la sicurezza e la cooperazione nell’area dell’OSCE. Questi sviluppi sottolineano la necessità di un approccio anticipatorio e integrato.
I principi sanciti dall’Atto finale di Helsinki evidenziano l’importanza della cooperazione scientifica e tecnologica come motore della sicurezza e della collaborazione. Gli Stati partecipanti hanno affermato con convinzione che tale cooperazione svolge un ruolo vitale nell’affrontare le sfide comuni e nel migliorare le condizioni della vita umana.
La conferenza del 2026 «Anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano» ha perseguito questo ambizioso obiettivo promuovendo una governance incentrata sull’essere umano e creando un nesso tra tecnologia e diplomazia. Ha fornito un quadro di riferimento per uno scambio di idee sulle opportunità e sulle sfide con cui l’OSCE è confrontata nei settori della scienza, della diplomazia, dell’imprenditoria e della filantropia.
La conferenza è stata organizzata in un formato integrato che combina discussioni nel merito e sessioni di lavoro presso l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) e il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR). Il CERN, esempio unico e storico di diplomazia scientifica – che incarna sia la diplomazia per la scienza che la scienza per la diplomazia – illustra come la cooperazione scientifica possa instaurare la fiducia. Rifacendosi a questo modello, la conferenza mirava a garantire che la scienza e la tecnologia rimangano saldamente ancorate nell’agenda multilaterale come strumenti di cooperazione, piuttosto che come cause di divisione.
L’evento si è articolato in quattro sessioni, distribuite sull’arco di una giornata e mezza:
- anticipare le tecnologie emergenti e loro implicazioni per la pace e la sicurezza: l’esempio dell’informatica quantistica;
- anticipare la sicurezza idrica ed energetica nell’era digitale;
- l’intelligenza artificiale nella prevenzione dei conflitti;
- anticipare le tecnologie nella pratica: per un futuro sicuro e umano.
Ogni sessione ha offerto uno spazio per approfondire i temi, affrontare le sfide e condividere le esperienze pratiche. Riunendo gli Stati partecipanti e i partner per la cooperazione, la conferenza intendeva incentivare sforzi congiunti per gestire il cambiamento tecnologico in modo responsabile e per rafforzare la sicurezza, la fiducia e la cooperazione nell’area dell’OSCE.
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